recyclebeer06
RECYCLEBEER#06
In quest'opera, il dialogo tra la materialità dell'oggetto di consumo e la vastità dello spazio cosmico si declina in un linguaggio visivo surreale e sognante.
L’artista procede ancora una volta per via di levare: lo sfondo, un profondo blu oltremare attraversato da corpi celesti ai margini del campo visivo, viene letteralmente perforato da un'azione di asportazione del pigmento. È così che nascono le stelle: punti luce che non sono colore aggiunto, ma la pura materia dell'alluminio sottostante che riaffiora, trasformando la lucentezza industriale del metallo grezzo in bagliori siderali.
Al centro della composizione sosta la lattina ready-made, ancorata alla lastra con una presenza tridimensionale e scultorea. La grafica dell'oggetto — una danzatrice che fa ruotare Saturno come un hula hoop — innesca un cortocircuito concettuale ideale con la scena circostante. L'oggetto di scarto industriale, sottratto al ciclo del consumo veloce, diventa un totem spaziale, un perno attorno al quale ruota un microcosmo giocoso e alchemico.
L'opera bilancia la rigidità dei supporti metallici e della minuteria di fissaggio con la leggerezza figurativa del tema cosmico, proponendo un'interessante riflessione sul riscatto estetico dell'oggetto quotidiano attraverso la sottrazione della pittura e la riappropriazione dell'immaginario Pop.