recyclebeer09
RECYCLEBEER#09
In questa composizione, l'artista sfrutta la brillantezza intrinseca del
supporto in alluminio per trasformare un concetto astratto come la luce in pura
materia visibile.
Lo sfondo, dominato da una sfumatura calda e terrosa a
contrasto con la navicella spaziale sovrastante, viene interrotto da una
geometria piramidale e rigorosa. Il fascio di luce emesso dal disco volante non
è frutto di una sovrapposizione di colore brillante, ma nasce dalla diretta
emersione della lastra di alluminio spazzolato. La tecnica della sottrazione
rende il metallo nudo conduttore di luminosità, trasformando l'alluminio in un
vero e proprio raggio traente, tattile e riflettente.
Al centro di questa colonna di luce immateriale sosta la
lattina ready-made, ancorata
saldamente al pannello con una tridimensionalità che ne sottolinea il peso e la
presenza fisica. L'oggetto industriale — la cui grafica evoca esplicitamente il
tema alieno con l'immagine dell'extraterrestre e la dicitura Area 51 — sembra letteralmente
fluttuare all'interno del raggio, catturato nel momento esatto del
"rapimento".
L'opera gioca con intelligenza sulle narrazioni della
fantascienza Pop, fondendo l'ironia dell'immaginario sci-fi con la severità
tattile dei materiali industriali e della minuteria di fissaggio.