recyclebeer12
Recyclebeer#12
In quest'opera, l'artista esplora l'iconografia dei mass media del XX secolo attraverso un cortocircuito visivo capace di unire nostalgia analogica e rigore scultoreo industriale.
Il campo visivo è dominato dalla sagoma vintage di un televisore a tubo catodico. Il processo di sottrazione materica qui si fa perimetro strutturale: lo scalzamento metodico della vernice disegna la cornice curva dello schermo, consentendo all'alluminio nudo di riaffiorare e risplendere. Questa scalfitura metallica non solo delimita la superficie di proiezione rispetto allo sfondo nero e rosso, ma simula con straordinaria efficacia il riflesso vitreo e la natura fredda dello schermo televisivo.
Posizionata esattamente al centro dello schermo celeste, la lattina ready-made diventa l'emettitore stesso del segnale. La sua etichetta — dominata dal celebre monoscopio a barre colorate per il test delle trasmissioni, immerso in un cielo temporalesco — entra in perfetta sintonia concettuale con la tematica dell'interruzione di frequenza e del "vuoto" mediale.
L'assemblaggio tridimensionale dell'oggetto sul pannello scalfito trasforma l'atto del consumo in un'esperienza di trasmissione congelata. L'opera si configura come un'affilata meditazione sulla saturazione dell'informazione e sulla memoria visiva collettiva, dove il rumore di fondo della società dello spettacolo trova una sua solida, brillante e tattile permanenza nella materia industriale.