recyclebeer15
RECYCLEBEER#15
In quest'opera, il linguaggio visivo si addentra nei territori del genere gothic-horror e della cultura di massa, costruendo una scenografia teatrale dove la materia industriale si fa luce nel buio.
Lo sfondo è dominato da un'atmosfera crepuscolare, segnata dal vivido arancione di un cielo lunare su cui si stagliano in silhouette nere rami contorti, un castello spettrale e un cimitero stilizzato. La vera svolta plastica e concettuale avviene però nella rappresentazione dei pipistrelli: l'artista rinuncia all'uso del pigmento chiaro per affidarsi interamente all'asportazione chirurgica della vernice. È la carne stessa del supporto — la lastra di alluminio nuda e riflettente — a prendere la forma delle creature notturne. I pipistrelli non sono dipinti, ma "emersi" dal supporto, trasformando la freddezza del metallo spazzolato in veri e propri bagliori d'argento galleggianti nell'oscurità.
Al centro di questa costellazione spettrale si erge la lattina ready-made, posizionata come un perno monolitico esattamente sopra il disco lunare. L'iconografia del barattolo — impreziosita dalla figura di Nosferatu — entra in una simbiotica continuità tematica con l'intero impianto narrativo dello sfondo. L'assemblaggio meccanico del contenitore metallico eleva l'oggetto di consumo a reliquia profana di un immaginario Pop che unisce il folklore vampiresco alla matericità industriale dell'opera.
Il risultato è un'efficace meditazione sul contrasto tra l'oscurità delle silhouette e la brillantezza incisa del metallo, dove il mito fantastico trova un'inedita e solida veste plastica nell'alluminio.