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Luce nascosta
Recyclebeerart
 
La serie presentata da Alessandro Rumi si muove lungo il sottile confine che separa l'oggetto di consumo dalla creazione di miti, favole o narrazioni strutturate. L'artista non si limita a esporre una collezione di craft beers; egli compie un'operazione di innesto materico, dove la lattina — simbolo per eccellenza della serialità industriale e del consumo effimero — diventa il fulcro gravitazionale di un ecosistema visivo più ampio.
 
La Tecnica: Sottrazione e Rivelazione
 
Il processo creativo di Rumi è un esercizio di archeologia industriale inversa. L'utilizzo di pannelli di alluminio come supporto non è casuale: esso richiama la genetica stessa dell'oggetto centrale, creando un'unità materica tra sfondo e figura. La stesura del colore, seguita da una meticolosa tecnica di scalfittura (grattage), permette alla luce intrinseca del metallo di riemergere.
 
Questo gesto di "grattare" via la vernice non è solo decorativo, ma concettuale: Rumi scava nella superficie del reale per portarne alla luce il riflesso argenteo, trasformando il graffio in segno grafico ed elegante.
 
Dall'Obiettivo allo Stilo: L'Eredità Fotografica
 
È fondamentale leggere questa evoluzione di Rumi alla luce del suo lungo percorso come fotografo. La transizione dalla camera oscura al grattage su metallo non è una rottura, ma una sofisticata trasposizione di competenze. Rumi non "scatta" più l'immagine, la scolpisce, ma lo fa mantenendo l'ossessione del fotografo per la gestione della luce.
 
Laddove prima usava l'ottica e il tempo di esposizione per catturare i riflessi, ora usa lo stilo per esporre fisicamente il metallo lucido, creando "punti luce" che reagiscono dinamicamente all'ambiente. Il pannello diventa una lastra fotografica tridimensionale, dove le zone grattate non sono semplici linee, ma superfici catadiottriche che catturano e rifrangono l'ambiente circostante, proprio come farebbe un obiettivo ben calibrato. Questa sensibilità fotografica infonde alle opere una profondità e una reattività luminosa uniche.



 
Il lavoro di Alessandro Rumi ridefinisce il concetto di "packaging". La lattina, privata della sua funzione d'uso, viene elevata a totem. L'opera d'arte non è più solo sulla superficie, ma nasce dal contrasto tra la vernice coprente e la nuda materia dell'alluminio.
 
Questa serie invita lo spettatore a riflettere sulla persistenza del design nel nostro quotidiano e su come, attraverso lo sguardo dell'artista — uno sguardo che rimane profondamente fotografico nella sua essenza —, anche un oggetto destinato al riciclo possa diventare un archivio di sogni, citazioni e graffi d'ingegno.
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